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Ut finale, consecutivo, completivo, concessivo suppositivo


Come dovrebbe essere noto la particella ut introduce subordinate di diverso genere con l'indicativo e con il congiuntivo. Lo scopo di quest'unità è quello di chiarire le varie funzioni di ut

Ut e l'indicativo: introduce una proposizione temporale.

Ut praetor factus est...

Ut Pompeius peroravit

 Ut e il congiuntivo: può assumere valori molto diversi. I principali sono:

- finale

- consecutivo

- completivo

Gli altri valori sono:

- concessivo-suppositivo

- comparativo-ipotetico

- causale

- interrogativo

Vediamo di analizzarli uno a uno.

Ut con il valore finale: se esplicita viene espressa prevalentemente con ut (o ne per la finale negativa) + congiuntivo (presente o imperfetto) secondo la consecutio temporum.

La finale negativa può anche essere introdotta da ut non, quando la negazione è riferita solo ad un elemento della finale che non sia il verbo.

Altri modi per tradurre una finale sono disponibili nell'ultimo modulo di questa unità: consulta il sommario!

 Ut con il valore consecutivo: se la proposizione è esplicita è introdotta da ut (o ut non per la consecutiva negativa) + congiuntivo (presente, se la conseguenza riguarda il presente, o perfetto e imperfetto, se riguarda il passato)

Ricorda che se la principale è negativa, la subordinata consecutiva può essere introdotta da quin o da quominus "che non, da non".

La consecutiva esplicita in italiano è introdotta da "così/tanto/a tal punto/tale... che" + indicativo. La forma implicita dalla preposizione "da" + infinito presente o passato

Ut con valore completivo: è un uso molto frequente di ut che trova corrispondenza in italiano in una proposizione soggettiva o oggettiva e serve ad esprimere:

- la constatazione di un fatto

- la volontà, il desiderio, la richiesta

- il timore

La completiva di fatto, introdotta da ut (o ut non in caso negativo)+congiuntivo secondo la consecutio temporum, è introdotta da verbi o locuzioni verbali che indicano accadimento come est ut, fit ut...

, da verbi o locuzioni verbali che indicano conseguenza o risultato usati personalmente e impersonalmente come facio ut, efficitur ut, sequitur ut, da locuzioni verbali per lo più impersonali, costituite da est+sostantivi/aggettivi/sintagmi come verum/incredibile est ut

La completiva volitiva è introdotta da ut/ne ut ne (se negativa) + congiuntivo secondo la consecutio temporum, è introdotta da:

verbi e locuzioni verbali che significano "chiedere, pregare, desiderare, sperare, esortare, indurre, persuadere, consigliare, ordinare, vietare, badare, provvedere, sforzarsi, curare, concedere, ottenere, meritare"

locuzioni impersonali come consilium mihi est ut, tempus/locus est ut, necesse est ut, convenit ut, placet ut, est in protestate ut, interest ut.

La completiva che precisa che cosa si teme o non si teme è retta dai verba timendacome timeo, vereor, metuo, metus est, timorest, in magno timore sum, è introdotta da:

- ut o ne non quandi si teme che non avvenga qualcosa che si desidera, timeo ut/ne non

- ne quando si teme che avvenga qualcosa che non si desidera, timeo ne, con il congiuntivo seconda la consecutio temporum.

Le proposizioni completive in forma esplicita sono introdotte dalla congiunzione "che" + congiuntivo, che, in relazione al congiuntivo latino, può essere

- presente e imperfetto per la contemporaneità nel presente e nel passato

- perfetto e piuccheperfetto per l'anteriorià nel presente e nel passato

In forma implicita solo quando la subordinata completiva condivide lo stesso soggetto della sovraordinata, con "di" + infinitopresente o passato

 Gli altri valori di ut

Proposizione subordinata concessiva: quando implica una concessione supposta, è espressa in latino anche da ut/ut non, se è negativa, + congiuntivo secondo la consecutio temporum

In italiano la forma esplicita si esprime con le congiunzioni tipo bencé + congiuntivo (presente, imperfetto (contemporaneità nel presente e nel passato) o passato e trapassato (anteriorità nel presente e nel passato))

La forma implicita si rende con: pur di + infinito presente o passato

Proposizione comparativa: può essere introdotta da quam ut + congiuntivo secondo la consecutio temporum.

In italiano si traduce con: quanto/quanto che + congiuntivo corrispondente a quello latino, oppure per + infinito semplice o composto

Proposizione comparativo-ipotetica: esprime una supposizione attenuata e può essere introdotta da ut si/ut nisi, in forma negativa, + congiuntivo (presente e perfetto (ipotesi possibile), imperfetto e piuccheperfetto (ipotesi irreale) secondo la consecutio temporum)

Proposizione causale: è introdotta da ut+indicativo o locuzione nominale (traducibile in italiano con "in quanto + indicativo negli stessi tempo"), oppure è introdotta da ut qui + congiuntivo secondo la cosecutio temporum(in italiano si può tradurre con "poiché, in quanto" + tempi corrispondenti dell'indicativo)


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