Proposizioni interrogative dirette ed indirette
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- Categoria: Sintassi del periodo
- Pubblicato Venerdì, 06 Maggio 2011 19:52
- Scritto da François Burgay
Le proposizioni interrogative possono essere di due tipi: quando la proposizione èindipendente si dice diretta, quando è dipendente da verbi come "chiedere, informare, pensare" si dice indiretta.
Tutte e due le proposizioni possono essere strutturate in forma semplice (quando si formula soltanto una domanda) o in forma disgiuntiva (quando la domanda propone più opzioni in alternativa)
Le interrogative dirette semplici
Le particelle interrogative sono per lo più utilizzate nelle domande retoriche. Le domande retoriche sono quelle tipologie di domande che non esprimo nessuna esigenza di informazioni, ma che prevedono risposte affermative ("Bel tempo oggi, vero?") o risposte negative.
Quando si prevede una risposta affermativa si una come particella interrogativanonne (non è forse vero che; forse che non).
Quando al contrario si prevede una risposta negativa si usa la particella num (forse che).
Esiste anche la particella enclitica -ne (Venistine Romam heri?) che non italiano non si traduce ma dà l'idea della frase interrogativa.
L'ultima particella che andiamo ad analizzare è an che si traduce con "forse, o forse".
Le interrogative dirette disgiuntive
- utrum...an; utrum introduce la prima alternativa e non si traduce in italiano, an introduce la seconda, la terza ecc... e si traduce con "o, oppure"
- ne... an, rispettivamente davanti alla prima e alla seconda alternativa
- an davanti alla seconda alternativa
- aut davanti alla seconda domanda se le due opzioni non sono in alternativa
- an non "o no" se il secondo membro dell'interrogativa è la sola negazione
Le interrogative indirette : sono proposizioni subordinate completive che dipendono da proposizioni introdotte da verbi che significano "chiedere, domandare, sapere, dubitare...". Come per le proposizioni interrogative dirette, anche le indirette possono essere semplici o disgiuntive
Le interrogative indirette semplici
- ne e num "se", si usano quando la domanda non presuppone alcuna risposta, è cioè una domanda reale;
- nonne "se non" si usa quando si presuppone una domanda affermativa;
- an, an non soprattutto dopo verbi come haud scio nescio, dubito an "non so se non";haud scio, nescio, dubito an non "non so se";
- le congiunzioni si "se", ecquid "se".
Le interrogative indirette disgiuntive: sono introdotte dalle particelle utrum... an, -ne..an, ...an, ...-ne che sono tradotte con "se...o", mentre se il secondo membro della interrogativa disgiuntiva è una semplice negazione, il latino ricorre a necne "o no".
Il modo delle interrogative indirette è il congiuntivo usato in base alle norme dellaconsecutio temporum


