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L'uso del congiuntivo nelle subordinate del II ordine


 Le proposizioni subordinate di II grado (o di III) sono quelle proposizioni che non dipendono dalla principale della frase, ma da una subordinata di I grado (o II) con il verbo:

- all'indicativo

- al congiuntivo

- all'infinito

- al gerundio/gerundivo

- al supino

- al participio (sostantivo o aggettivo)

 Una subordinata di II grado al congiuntivo dipendente da una subordinata al congiuntivo: segue la consecutio dei tempi principali, se nella subordinata di I grado al congiuntivo c'è:

- un congiuntivo presente o

- la forma perifrastica del participuo futuro+sim

segue la consecutio dei tempi storici, se nella subordinata di I grado al congiuntivo c'è:

- un congiuntivo imperfetto/perfetto/piuccheperfetto

- la forma perifrastica del participio futuro + essem

Tu, quaeso, quid cura ut sciamus --> Per favore fa' che sappiamo che cosa tu faccia/fai

Analisi:

cura (proposizione reggente, con imperativo presente)

ut sciamus (subordinata di I grado, completiva introdotta da ut, contemporanea alla reggente, col verbo al congiuntivo presente)

quid agas (subordinata di II grado, interrogativa indiretta, dipendente dalla subordinata di primo grado, rispetto a cui esprime un rapporto di contemporaneità)

Una subordinata dipendente da una subordinata all'infinito (presente o futuro): regola il suo tempo su quello della proposizione reggente; se dipende da un infinito perfetto utilizza la consecutio dei tempi storici.

Cato mirari se aiebat quod non rideret haruspex, haruspicem cum vidissem --> Catone diceva di meravigliarsi del fatto che un aruspice, dopo aver visto un altro aruspice, non ridesse

Una subordinata dipendente da una subordinata costituita da una forma nominale del verbo o da un aggettivo o sostantivo contenente idea verbale: regola il suo tempo direttamente su quello della proposizione reggente

Manus tendebant orantes ut sibi liberos rederent --> Tendevano le mani pregando che gli restituissero i figli

 Una subordinata dipendente da una subordinata costituita da una forma nominale del verbo o da un aggettivo o sostantivo contenente idea verbale: regola il suo tempo direttamente su quello della proposizione reggente

Ricorda che l'uso della consecutio temporum nella lingua latina può non essere rigorosamente applicato. Le proposizioni che ammettono una certa libertà dell'uso della consecutio sono quelle subordinate che assumo il congiuntivo in luogo dell'indicativo.

Un altro caso in cui la consecutio temporum non è "rispettata" è quando l'autore sceglie il tempo della subordinata per il suo valore assoluto e non in relazione con quello della sovraordinata. Avviene tutto ciò con le proposizioni consecutive (quando esprimono un rapporto di causa-effetto), proposizioni comparative ipotetiche (quando l'ipotesi è presentata come possibile o irreale grazie al tempo del congiuntivo), incidentali (sono proposizioni svincolate dalla sequenzialità logico-cronologica del periodo), imperfetto congiuntivo potenziale e dubitativo rimane tale.


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