Il modo indicativo


In genere l'uso dell'indicativo latino coincide con l'uso dell'indicativo italiano. Le eccezioni sono due: il Falso condizionale e quando si usa l'indicativo in luogo del congiuntivo italiano.

 Il falso condizionale: l'impiego del falso condizionale (ovvero indicativo in latino, ma traduzione con il condizionale) avviene in queste circostanze:

- verbi indicanti possibilità come: possum, poteram, debeo, oportet....

- verbo sum seguito da aggettivo neutro

- verbo sum seguito da un genitivo di pertinenza

- con il passato dei verbi che significano "credere, pensare, sperare"

- con paene e il perfetto indicativo

Qualche esempio:

Possum persequi permulta oblectamenta rerum rusticarum

Potrei dilungarmi a esporre i moltissimi piaceri della campagna

Longum est enumerare omnia proelia Hannibalis

Sarebbe troppo lungo elencare tutte le battaglie di Annibale

Tam exitiosam coniurationem factam esse a civibus numquam sperabam

Non mi sarei mai aspettato che i cittadini avessero ordito una congiura così rovinosa

Paene omnia dixi

Per poco non avrei detto tutto

 Indicativo in luogo del congiuntivo italiano: in alcuni casi la lingua latina utilizza l'indicativo quando in italiano occorrerebbe l'utilizzo del congiuntivo. Naturalmente rimane invariata la corrispondenza tra i tempi (all'indicativo presente corrisponde il congiuntivo italiano presente ecc...)

Quando si verifica tutto ciò? Quando vi sono dei pronomi, degli avverbi che sono formati con raddoppiamento (quisquis) o che escono in -cumque (quicumque) o delleparticelle disgiuntive come sive... sive... / seu... seu...

Sive mihi casus, sive hoc dedit ira deorum, perferam

Sia che mi abbia mandato ciò il caso, sia (che me l'abbia mandato) l'ira degli dei, lo sopporterò.


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