Ugo Foscolo
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- Categoria: Dal 1700 al 1850
- Pubblicato Domenica, 24 Aprile 2011 21:47
- Scritto da François Burgay
In questa unità
- 1 La vita di Ugo Foscolo
- 2 Le ultime lettere di Jacopo Ortis
- 3 Le odi e i sonetti
- 4 I sepolcri
- 5 Le grazie
- 6 Altri scritti
VITA DI UGO FOSCOLO
Ugo Foscolo nasce a Zante, un’isola delle isole Ionie, appartenente alla Repubblica Veneta, ma comunque in territorio greco. Quest’ultimo aspetto ebbe una grandissima influenza su di lui come dimostra la sua passione per la letteratura della Grecia antica. Con la morte del padre si trasferì a Venezia, dove si gettò negli studi della lingua italiana. Di spirito fortemente rivoluzionario, ottenne una grandissima delusione con la pace di Campoformio (cessione del Veneto all’Austria); tuttavia costui continuò a vedere Napoleone come uno strumento necessario per la transizione ad un’Italia moderna. Ebbe senza dubbio una vita ricca di avvenimenti amorosi e militari e la sua opera più importante è rappresentata dai “Sepolcri”. Trascorse gli ultimi anni della sua vita in esilio, per sfuggire ai numerosi creditori, e morì nei sobborghi di Londra nel 1827. Nel 1871 i suoi resti furono sepolti in Santa Croce.
LE ULTIME LETTERE DI JACOPO ORTIS
Si tratta di un romanzo epistolare, molto diffuso al tempo: Infatti il poema è una raccolta di lettere che il protagonista, Jacopo, scrive all’amico Lorenzo. Di notevole importanza sono le influenze de “I dolori del giovane Werther” di Goethe e della “Nuova Eloisa” di Rousseau. Una delle tematiche principali è il conflitto tra l’intellettuale e la società in cui vive reso dal Foscolo in un modo incredibilmente realistico e basandosi sul contesto creatisi durante quel periodo in Italia. Inoltre vi sono altri aspetti segni di nota: in questo romanzo si nota l’assenza di una patria per il protagonista che riflette le continue modifiche territoriali e politiche avutasi con la dominazione napoleonica. Ecco quindi che, accanto a continue delusioni, l’unica soluzione possibile ad una situazione disperata è la morte, intesa in termini materialistici e nichilistici (“nulla eterno”). Tuttavia nell’opera non è possibile escludere la ricerca di possibili valori positivi, che verranno individuati ed analizzati con più precisione all’interno dei Sepolcri.
LE ODI E I SONETTI DI UGO FOSCOLO
Durante il periodo giovanile il Foscolo scrisse numerosi componimenti poetici i quali vennero rigorosamente selezionati del 1803 e 14 di essi pubblicati in un opera intitolata “Poesie”. Tra le odi più famose ritroviamo “A Luigia Pallavicini caduta da cavallo” e “All’amica risanata”. Entrambe trattano il tema della bellezza reso da Foscolo attraverso la sovrapposizioni di immagini di divinità mitologiche greche e che dimostrano le sue tendenza al neo-classicismo. Per quanto riguarda i sonetti, è importante sottolineare come abbiamo una forte influenza del Petrarca e siano estremamente autobiografici. Anche qui viene ripreso il tema della morte, ma anche quello relativo alla ricerca dei valori positivi, proprio come nell’Ortis
.I "SEPOLCRI"
I “Sepolcri” sono un poemetto di 295 endecasillabi sciolti scritti in occasione dell’edito di Saint-Cloud, con cui si imponevano le sepolture al di fuori dei confini della città e si regolamentavano le iscrizioni sulle lapidi. Inizialmente il Foscolo aveva un giudizio indifferente nel confronto delle tombe, come conseguenza della sua concezione nichilista e materialista delle morte. Tuttavia ben presto cambiò idea ed iniziò a giudicarle in modo positivo, vedendole come un’illusione di una sopravvivenza dopo la morte. Tutto ciò attraverso la memoria dei cari e dei posteri. Importante sottolineare come l’opera non abbia tradito lo spirito “civile” della poesia foscoliana: Infatti la contemplazione dei grandi eroi del passato dovrebbe spronare i vivi ad una loro emulazione e, per il suddetto motivo, si lascia ampio spazio ad un’eventuale riscatto dell’Italia. Per quanto riguarda la struttura essa è abbastanza complessa anche perché l’autore più volte ha preferito non esprimere concetti che devono essere dedotti dal lettore. Anche il linguaggio, come nelle Odi, appare elevato ed aulico e ciò è un’ulteriore dimostrazione delle forti influenze neo-classiche, ma anche della letteratura italiana contemporanea (Alfieri e Parini).
LE GRAZIE
Il progetto originario di un unico inno viene diviso in tre parti, ognuna delle quali dedicata ad una dea. Le Grazie sono dee intermediarie tra il cielo e la terra in grado di ingentilire gli animi umani caratterizzati da una feroce bestialità propria della loro natura. Anche qui viene ripreso il tema della bellezza mediante descrizioni di figure armoniose che originano un incredibile armonia stilistica. Foscolo, tuttavia, non abbandona neanche in quest’opera il suo ruolo “civile” e sottolinea l’importanza dell’arte e della poesia in specie come mezzo per civilizzare l’uomo. E’ in quest’opera, inoltre, che si accentua e si sottolinea il contrasto tra il carattere romantico e quello neo-classico, frutto della situazione in cui visse l’autore (malinconia per la situazione politica italiana e necessità di equilibrio)
.ALTRI SCRITTI DI UGO FOSCOLO
Tra gli altri scritti del Foscolo troviamo la “Notizia intorno a Didimo Chierico”, una descrizione di un personaggio che altro non è che l’alter ego dell’autore. Ma Didimo è un anti-Ortis che nasce dalla stessa distaccata serenità che contraddistingue anche la genesi delle “Grazie”.


