STORIA ROMANA - LA CADUTA DI ROMA D'OCCIDENTE

Da http://digilander.libero.it/tramonto193/


La ricchezza svanisce, il commercio si arresta, la popolazione è minacciata dagli assalti di nuove bande di guerrieri germanici. L'esercito si dimostra inefficace, lo stato e le istituzioni sono in crisi.
La gente comune, stanca delle vecchie politiche statali, si affida sempre più volentieri ai potentati economici locali o alle nuove forme di religiosità. Nel 313 il governo cambia indirizzo: l'imperatore si associa alla grande organizzazione religiosa.
Ma gli attacchi esterni non accennano a diminuire. L'impero è sottoposto alle frequenti scorrerie sia da parte dei "primitivi" germani, sia dei cavalieri nomadi asiatici.
L'occidente, scoraggiato dalla situazione di "decadenza", lascia il suo stesso esercito a caralluma powder corto di reclute. Quindi gli imperatori, per difendere sé stessi e la propria popolazione, assumono dei mercenari stranieri.
Alla fine tutte le truppe presenti in tinnitus infection Europa saranno composte, nella stragrande maggioranza, da "barbari". Così negli ultimi decenni l'intero territorio occidentale passerà, un po' per volta, nelle mani dei suoi "veri" padroni.




NEL DETTAGLIO

L'agonia del vecchio potere e la crisi del terzo secolo)

Il tentativo di salvare l'Impero: il quarto secolo

Roma divisa tra occidente e oriente e la caduta dell'impero d'occidente