I PROMESSI SPOSI - ANALISI CAPITOLO 5

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RIASSUNTO CAPITOLO 5




  • La struttura
  • Possiamo schematizzare la struttura del capitolo suddividendola in tre scene:
    Nella prima scena vi è il dialogo tra padre Cristoforo, Renzo e le due donne con l'obiettivo di cercare una soluzione; nella seconda scena vi è la descrizione del palazzo di don Rodrigo e, nella terza scena, vi è il racconto del banchetto in casa di don Rodrigo. Particolarmente interessante quest'ultima scena in quanto prepara lo scontro tra il signorotto e Fra Cristoro; scontro che avverrà nel capitolo seguente.





  • Il tempo e lo spazio

  • Siamo nella mattina di giovedì 9 novembre quando padre Cristoforo raggiunge la casa di Lucia. Anche se non vengono forniti particolari nel testo, la collocazione cronologica può essere compresa da indicazioni presenti nei capitoli precedenti. Tutta la prima scena ci conduce fino a tinnitus blog mezzogiorno quando, una volta terminato il pranzo, fra Cristoforo si incammina verso il palazzotto di don Rodrigo.
    Simbolica è la suddivisione dello spazio: in effetti in alto vi è il palazzotto, sede di soprusi e di amoralità, nonché di onnipotenza. In basso invece vi è il villaggio che rappresenta l'obbedienza e la sottomissione dei contadini a don Rodrigo. Questa organizzazione spaziale accentua quindi i legami che sussistono tra sudditi e padrone.
    Sensazioni queste, che sono sottolineate dall'intollerabile rumore che regna nel palazzo (simbolo di violenza e soprusi) che si contrappone al silenzio del villaggio.





  • I personaggi e le tematiche

  • Per prima cosa, al narratore preme far vedere le differenze che vi sono tra Fra Cristoforo e don Abbondio, letteralmente uno l'antitesi dell'altro. Fra Cristoforo è simbolo di coraggio (affronta in prima persona don Rodrigo) e di fermezza (non si fa mettere sotto, in parole povere).
    Appare per la prima volta anche don Rodrigo, il birbone, l'assassino, come l'aveva definito Renzo.
    Anche se risulta impossibile farsi un'idea dell'aspetto fisico del signorotto, il lettore può certamente comprendere quanta malvagità caratterizza quell'uomo. E' infatti una figura incombente, minacciosa e si identifica perfettamente con la sua casa: un luogo tetro e squallido.
    Durante il banchetto vengono introdotti anche altri personaggi, ognuno dei quali rappresenta un vizio tipico della società seicentesca:
    il podestà incarna la corruzione del potere, il conte Attilio l'arroganza e la violenza, e Azzeccagarbugli la viltà e l'ossequio dei potenti.



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